SpaceLand e l'Università

13 gennaio 2015

SpaceLand e l'Università

Il Prof. Alessandro Mauro dell'Università di Torino, Dipartimento di Neurobiologia, ha ratificato la proposta SpaceLand - Università di Torino inviata alla NASA per la prima serie di missioni sub-orbitali scientifiche che SpaceLand realizzerà nei prossimi anni con l'Ing. Viberti a bordo, candidato quale primo astronauta-ingegnere sub-orbitale dalla Presidenza dell' Agenzia Spaziale Italiana.

La missione porterà ulteriori dati sull'importante analisi neurochimica sul comportamento del cervello in condizioni di stress gravitazionale, già attivata per il gruppo del Premio Nobel Rita Levi-Montalcini dall'equipaggio SpaceLand con il più giovane soggetto della storia a volare in zero-g per scopi scientifici, Kim Marco Viberti (11 anni).

Continuano in tal modo le attività di alta eccellenza medico-scientifica e tecnologica microgravitazionale di SpaceLand, già fortemente accelerate nel 2010 per conto di ASI e Università sarde. ''Assieme a SpaceLand - annuncia il responsabile dell'Università di Cagliari- stiamo cercando di far decollare l'aereo dalla Sardegna per testare le nostre tecnologie finalmente da un aeroporto italiano''. La scelta dell'aeroporto e' legata a diversi fattori, fra cui la possibilita' di realizzare una societa' consortile che abbia sede e operativita' in Sardegna, e che si occupi appunto di voli parabolici, sia sotto il profilo educazionale e ludico/turistico sia sotto il profilo scientifico e tecnologico.

''La nascita di una simile operazione - spiega lo scienziato - rappresenterebbe un elemento di enorme prestigio per la Sardegna enorme ma soprattutto ci sarebbe una grossa ricaduta in termini di turismo destagionalizzato, voli si possono fare in qualsiasi momento, ma la cosa piu' importante e' che ci potrebbe essere un percorso di qualificazione per il volo stesso." SpaceLand sta definendo la prima missione dalla Sardegna quale risposta tecnologica al problema di base dell'esplorazione spaziale, ovvero come far si che le future missioni spaziali non siano vincolate dalla limitata quantità di risorse (intese sia come scorte alimentari sia come rifornimenti di materiali) imbarcabili alla partenza sulla Terra.

Fondamentale è la leadership che con tale iniziativa l'Italia potrebbe acquisire nello sfruttare i materiali sulla crosta lunare e l'atmosfera marziana. In altre parole, l'obiettivo della prima missione SpaceLand dalla Sardegna, aperta a tutti coloro che si addestreranno e saranno qualificati al Campus SpaceLand dopo test di terra e simulazioni subacquee, sarà sviluppare tecnologie che permettano di sfruttare direttamente i materiali presenti nella crosta lunare per fabbricare strumenti e attrezzi per riparare gli eventuali guasti direttamente sul suolo extraterrestre (in codice Isfr: In Situ Fabrication and Repair), ovvero l'atmosfera marziana, che per quanto povera, potrebbe fornire l'acqua e l'ossigeno necessari alla sopravvivenza senza doverseli portare da casa (nome in codice Isru: Insititute Resource Utilisation).

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