Il volo per il Premio Nobel

13 gennaio 2015

In ricordo del compianto Premio NOBEL Prof.ssa Rita Levi-Montalcini

I primi risultati della missione SpaceLand, per ricerche su neuropatologie quali l'Alzheimer, sono stati presentati dalla European Brain Research Institute / Fondazione RITA LEVI MONTALCINI, Istituto Superiore di Sanità, CNR e dall'Ing Carlo Viberti di SpaceLand al Congresso internazionale "ELGRA" di Bonn (D)

Il fattore di crescita nervosa (NGF), scoperto dal Premio Nobel Rita Levi-Montalcini, è un ben studiato fattore di crescita di polipeptidi coinvolti nello sviluppo e manutenzione di specifiche popolazioni periferiche e centrali di cellule neuronali. Nel sistema nervoso centrale il NGF agisce come fattore trofico per quei neuroni (principalmente colinergici e peptidergico) che sono noti a degenerare in malattie come il morbo di Alzheimer, che sta diventando sempre più frequente a causa maggiore durata della vita della popolazione occidentale. Più recentemente, cellule bersaglio dell'NGF sono state identificate nel sistema nervoso, sistema immunitario, ed endocrino, e un numero crescente di dati suggeriscono che il NGF, in aggiunta al suo ruolo come agente neurotrofico, può operare attraverso i percorsi multipli per regolare infine l'omeostasi fisiologica.

In studi precedenti, il gruppo di scienziati studiò in piccoli roditori la dinamica dei livelli di NGF nel plasma e nell'ipotalamo in varie situazioni di stress ambientale; più recentemente, si è riscontrato un aumento dei livelli di NGF sia nel plasma sia in alcune aree cerebrali (come ad esempio nella corteccia frontale, nell'ippocampo e nell'ipotalamo) di topi esposti a rotazione indotta ovvero in iper-gravità (2G). Negli esseri umani, le esperienze, quali l'anticipazione del primo salto con il paracadute, può anche tradursi in un aumento dei livelli plasmatici di NGF e cambiamenti nella distribuzione dei recettori di NGF sui linfociti.

Durante le missioni SpaceLand organizzate dall'Ing. Carlo Viberti (veterano dei voli microgravitazionali dell'Agenzia Spaziale Europea e candidato dal Presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana quale primo ingegnere-astronauta sub-orbitale) si è analizzato lo stress legato alle condizioni di volo aerospaziale e si è constatato l'aumento dei livelli salivari di NGF che precedono la risposta ormonale.

Queste attività sperimentali sono necessarie per comprendere come funzioni un cervello sano al fine di comprendere i meccanismi che possano impedire o risolvere neurodegenerazioni quali la sindrome di Alzheimer

Operativamente, al fine di valutare sia tali livelli che il comportamento di altri parametri neurochimici, noti per essere coinvolti nelle risposte allo stress, campioni di saliva sono stati prelevati prima, durante e dopo una serie di voli microgravitazionali del team SpaceLand decollati dal NASA Space Shuttle L.F. in condizioni cosiddette di gravità lunare, marziana ed in assenza di peso.

PROCEDURA SPERIMENTALE

In occasione della missione di volo SpaceLand alla NASA, campioni di saliva sono stati raccolti in condizioni di gravità lunare ed in assenza di peso dai soggetti dell'esperimento (nove adulti ed il figlio dell'Ing. Viberti, l'undicenne Kim Marco Viberti) mediante kit di "salivette" prima, durante e dopo il volo parabolico. La saliva è stata raccolta masticando un rotolo di cotone per 2-3 minuti e restituito per il trasporto fiala. I campioni sono stati conservati congelati a -70 ° C fino al test.
I campioni sono stati analizzati per determinare i livelli del fattore di crescita nervoso (NGF), del fattore neurotrofico derivato dal cervello (BDNF) e dei livelli di cortisolo (CORT).

CONCLUSIONI

In accordo con studi precedenti sui paracadutisti e sui partecipanti alle missioni SpaceLand in condizioni di stress gravitazionale, i soggetti sperimentali hanno dimostrato un aumento dei livelli salivari di NGF e BDNF solo durante specifiche fasi del volo. Inoltre, le differenze individuali così come l'età correlata sono stati osservati. Questi dati confermano il ruolo di NGF e BDNF nella risposta adattativa a "situazioni estreme" che coinvolgono lo stress psicologico.

In altre parole, sembra che il motivo per il quale i bambini ed i giovani si adattino in modo molto più rapido a nuove condizioni psico-motorie ed ambientali sia dovuto alla capacità del cervello di generare una serie di nuove reti neurali e sinapsi grazie ad una produzione molto maggiore, rispetto agli adulti, degli ormoni preposti alla generazione di nuove cellule e nuovi contatti neuronali.

In sintesi, si può dedurre che a livello psico-fisico i giovani siano i migliori candidati a missioni di esplorazione dello Spazio.

I risultati della missione SpaceLand sono attualmente in elaborazione per le ricerche sui meccanismi di possibile contrasto all'insorgenza dell'Alzheimer e di altre patologie neurodegenerative.



Pag 230 : http://www.elgra.org/Bulletin/Bonn-2009/ELGRA%20Bulletin%2026%20Bonn%202009.pdf

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Con l'occasione, l'Ing. Carlo Viberti (nato il 22 aprile proprio come la dr.ssa Levi-Montalcini) e tutto il team SpaceLand esprimono il proprio ringraziamento per la collaborazione a ISS, CNR, Università di Milano e Fondazione Levi-Montalcini, con un sentito e commosso ricordo per il lavoro e la figura del compianto Premio Nobel Levi-Montalcini.